La riapertura del dialogo e del confronto col Governo sui temi della sicurezza che più interessano il personale, pur nella gravosa fase politica ed economica che ci troviamo a vivere, sta facendo emergere ancora una volta la figura del nostro Capo della Polizia che, con grande determinazione, è stato e rimane concretamente al nostro fianco nelle importanti battaglie che le principali organizzazioni sindacali portano avanti nell'interesse di tutti gli operatori.
Ne abbiamo avuto un lampante esempio in queste settimane con la querelle sul decreto legge cosiddetto "svuota carceri" che il Parlamento sta definitivamente convertendo in legge.
Le fondamentali obiezioni che sono arrivate ufficialmente al testo del provvedimento, soprattutto per quel che riguarda la questione delle camere di sicurezza, portano la firma dei vertici della nostra Amministrazione.
Non solo.
Dalle pagine del Corriere della Sera sono pure arrivate importanti conferme ai problemi da tempo denunciati dal sindacato in materia di aumento dell'età anagrafica, riduzione degli organici, assunzioni e pensioni.
E anche per quel che concerne il recente incontro tra Sindacati di Polizia e Ministro dell'Interno, dal quale sono emerse novità significative in materia di Riordino delle carriere e previdenza complementare, non possiamo sottacere l'opera discreta, ma costante, svolta dal Capo della Polizia.
E' necessario che un sindacato serio e importante come il SAP faccia sapere con chiarezza queste cose al personale.
Perché in un momento così delicato per la sopravvivenza del Paese, avere un grande Capo come Antonio Manganelli, oggi più che mai insostituibile, costituisce una garanzia ulteriore per tutto il personale.
I recenti fatti di cronaca ci hanno insegnato fin troppo bene che cosa voglia dire essere al timone una grande nave.
La Polizia di Stato solca certamente mari difficili, ma abbiamo la certezza che non finiremo sugli scogli.
Perché il nostro comandante, per fortuna, non si chiama Schettino.
Orgogliosi di essere SAP!